Vi starete ancora chiedendo che cos’è, come funziona insomma una macchina da scrivere solare. Oh be’ una macchina da scrivere solare in fondo non è così diversa da tutte le altre. Solo un po’ più... cool ecco.
I mie capelli sono di un rosso fulvo, ho qualcosa di slavo nella forma degli zigomi. Quando ero al liceo i miei compagni mi prendevano in giro dicendo che avevo la faccia della forma di un ferro da stiro. A me i miei zigomi sono sempre piaciuti perché danno l’impressione che io sia un po’ distratta e assonnata. Con la testa fra le nuvole, leggera.
Al Piccolo Paese, ho un ragazzo. Il ragazzo amava accarezzarmi gli zigomi dall’alto verso il basso. “Così forse ti si consumano un po’, amore”. Il ragazzo ha scosso la testa quando gli ho detto che sarei andata alla Metropoli. “Tutto quello che vuoi – ha ammesso in un singhiozzo – ma non dimenticare da dove vieni. Non dimenticarmi”.
Sulla mia macchina da scrivere solare, sorseggiando dal termos una tisana al ribes, scrivo un soliloquio improbabile mentre viaggio verso la Metropoli. Mi dimentico di menzionare la mia migliore amica, la maestra delle elementari che per prima mi disse di partire e il mio gatto con le vertigini.
Il gatto che stava con me nella mia camera al Piccolo Paese non poteva salire più in alto dello sgabello impagliato. Soffriva quando lo mettevo sullo scaffale. Soffriva se mi impegnavo a insegnargli come salire sul davanzale della finestra per poter vedere i gatti del vicinato. Non ha mai visto altri gatti che non se stesso.
Il gatto che stava con me nella mia camera al Piccolo Paese non poteva salire più in alto dello sgabello impagliato. Soffriva quando lo mettevo sullo scaffale. Soffriva se mi impegnavo a insegnargli come salire sul davanzale della finestra per poter vedere i gatti del vicinato. Non ha mai visto altri gatti che non se stesso.
La mia migliore amica si chiama Frida, ha 17 anni. Fa ancora il liceo. È mia cugina, figlia della sorella di mio padre. Frida è irrequieta e più grande della sua età. Passa il tempo a dipingere tele orribili a base di gusci d’uovo ed è convinta che entro l’estate andrà a vivere all’estero con il suo ragazzo. Ancora però non ha deciso quale dei tre maleodoranti e afasici compagni che la scopano a giorni alterni e un po’ troppo rumorosamente in camera sua diventerà quello con cui andare all’estero.
Le mie braccia sono lunghe un po’ bianchicce e punteggiate di lentiggini, ma con una bella forma nella zona delle spalle e sostanzialmente poco grasse.
Non ho mai visto tutto sommato dei gran difetti su di me. Forse inizierò a vederne di più quando sarò nella Metropoli, dove le donne avranno certamente la pelle sottile e sempre coperta di profumi griffati e seta. Dove tutti saranno attenti a come mettersi in posa la mattina quando escono, con il loro breviario di rossetto, accorgimenti e frasi a effetto.
Vedete, riesco a immaginamela, questa nuova vita. Non sono poi così illusa e distratta, malgrado gli zigomi e ciò che mi rimproverava la maestra delle elementari. Non sarà difficile.
