Buongiorno. Mi chiamo Ludmilla Richmond, ho 25 anni. Sono amante dei viaggi della natura e delle prime mattinate di primavera quando puoi uscire a fare passeggiate al sole tiepido. Mi piace molto anche cucinare ma, a causa di una predisposizione ereditaria per le malattie cardiovascolari, devo fare molta attenzione al sale negli alimenti. Di solito mangio cose che non sanno praticamente di niente e allora non ho fame quasi mai.
Mia madre, insegnante alla materna, di 53 anni, veniva dalla Metropoli. L’ha lasciata molto tempo fa, quando ha deciso di sposare mio padre, architetto di 59 anni, e di mettere da parte la sua appagante professione. Adesso quando pensa agli anni dell’insegnamento tira un sospiro di sollievo e dice “sono stata una privilegiata ad avere tuo padre che mi ha strappata via da quella vitaccia”. Mentre lo dice sulla sua faccia c’è un sorriso tirato. Generalmente la sigaretta è alla fine lei resta un attimo in sospeso e la cenere le cade da qualche parte, sulla pantofole, o sul piattino del tè.
Mio padre, architetto di 59, è nato e ha sempre vissuto nel Piccolo Paese. Tranne che per l’università, quando si è dovuto trasferire nella Metropoli, con grande dolore di sua madre, mia nonna, e la promessa che non sarebbe stato via per sempre. Sembra che mia nonna gli abbia detto prima che partisse: “Non pensare di andartene di qui per fare la bella vita e dimenticare da dove vieni. Dovrai tornare a occuparti di tuo padre e di tua madre, cosa credi? E ricorda: non ti paghiamo l’università perché tu vada a iniziare qualcosa, ma perché tu vada a finirlo”.
Mia nonna, sartina di 82, si chiama Ludmilla, anche lei. Come vedete, mio padre non l’ha messa da parte.
Le altre cose che mi piacciono della mia vita sono: il rumore del caffè quando passa, fare l’amore a testa in giù, fare cose normali ma in contesti non normali (per esempio mangiare in bagno, lavarsi i denti in garage, lustrare le scarpe con il burro d’arachidi), dormire poco e possibilmente essere svegliata da qualcuno che crede che hai dormito un sacco, staccare le foglioline del timo direttamente dalla pianta senza stroncare il rametto.
Ma la cosa più interessante della mia vita mi è successa, mi sta succedendo in queste ore. Ho deciso di fare il viaggio inverso di mia madre. Ho deciso di, sto per partire per la Metropoli.
Ho con me molti gommini colorati per capelli, una macchina da scrivere solare e un orologio da taschino. Fra le altre cose.
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