
Forse abbiamo perfino pensato di aver raggiunto il limite. Quel confine sottile ma invalicabile che separa la nostalgia dalla solitudine. Poi non so come, non so per quanto, non so perché, siamo tornati indietro, fra le bestie provvisorie, fra gli amanti in stallo. Nel novero infinito di quelli che non lo sanno, ma stanno. Ed è lì, in quel punto scomodo a cavallo di mille, di troppe sensazioni - fuori dalla bambagia di tre strade in croce, un manipolo di persone quasi sempre parenti, un villaggio di soliti noti - che ti perdo e ti ritrovo. Che tante volte mi hai parlato, che ogni tanto ti sento.
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