29 nov 2011

16. dalla teleferia dell'impero

La bacheca di Facepage le si è riempita di insulti e grida di vittoria. Seicento persone tutte protese a far vedere che ci sono, nella buona e nella cattiva sorte. Ludmilla intreccia le gambe e intercetta lo schermo, per seguire quel lento discorso d'addio a denti stretti, e si guarda intorno. Sembrano tutti pronti a sgominare l'anello che non tiene nel tremulo j'accuse del premier in dipartita. E come ridono! Per un lungo momento Ludmilla ha odiato quel copiaincolla di espressioni sarcastiche. Tutte simili le une alle altre nel giro di una dozzina di volti. Segue un boato di gioia uggiosa, dentro e fuori lo schermo, e infine Lui, con un'ultima penosa interferenza fra panno e microfono, risistemato il blazer, scende dal suo ultimo pulpito e esce di scena. Cosa mancherà di quest’essere che per vent’anni, come una melassa, ha cosparso di sé tutte le cose, tutte le persone? Ha creato un mondo e un antimondo. Quanti intellettualoschi si sono ammantati di benemerenza per il solo fatto di opporglisi? Quante casalingue dell’Oltrepò hanno risolto i loro pomeriggi digestivi fra prezzi giusti e pellicce Annabella? Quanti libri sono stati scritti? Quanti editati da Lui Medesimo? Quante miss Magliettabagnata sono assurte alla gloria del soglio pompolitico? Quante grigie racchie parastatali hanno visto rinascere il proprio orgoglio mutilo grazie al mancato senso di dignità delle altre? Quante donne sono state ripartite in pompinare e sartine? Quanti uomini hanno inneggiato all’untuosità vasellinica dell’Unto e al suo entourage di bollicine e pilloleblù? Quanti giovani hanno palpeggiato il sogno del potere senza faticare? Quanti altri giovani hanno trovato l’alibi per non faticare? Quanti si sono arrampicati sul palo della Cuccarigna? Quanti si sono accartocciati nella bara del lassismo ideologizzato? Quanti simboli sono stati prepensionati dal biscione? Quanti riti apotropaici si sono blobianamente ripetuti senza concludere uno straccio di proposta? Quante cene hanno sacrificato gli italiani alla contemplazione della pelata e del cerone premierali? Quanto fanatismo ha prodotto? Quanto ha sovvertito, traslato, dimensionato la scala di valori degli italiani? Quella che i padri della patria vedevano come la Rampa d’oro del biblico sogno di Giacobbe è diventata una piccola e merdosa scaletta da pollaio che, piolo più piolo meno, non ci conduce ai piani elevatissimi né della politica sovranazionale, né della nostra, catodicamente smembrata, coscienza civica. Adieu.

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